Padre Luigi Monaco

Il seminatore

Il tempo non esiste

Silvia Riviezzo

 

E così il tempo

ci scompagina

la vita

E lacrime nuove

cadono

su vecchi terrori

Ma io sono ancora

nelle tue mani

e nei tuoi occhi,

e tu sei qui, sempre

nel mio cuore.

 

Quando ho provato a riflettere con calma sul fatto che sono passati dieci anni dalla tua morte, mi sono resa conto di quanto siano vere le parole della mia fisioterapista (che studia filosofie orientali), quando dice che il tempo non esiste. Adesso so che rideresti, ricordandomi quanti terapisti «’o paese tuo se jettano», ma, d’altra parte, comincio ad invecchiare e da buona combattente (come dicevi tu), cerco di non arrendermi mai, nemmeno di fronte all’artrosi che avanza.

In che senso, dunque, il tempo non esiste?

Che sia passato un giorno, o dieci anni o tutta una vita, resta intatto nel mio cuore il doloroso stupore di fronte alla tua assenza e, nello stesso tempo, ad un livello più profondo e non sempre chiaramente percepibile, la consolazione della tua presenza nella mia vita personale, familiare e comunitaria. Mi vengono in mente, a questo proposito, alcuni tuoi versi:

“... Non tremare quando / non sentirai più la / mia parola d’amore, / allora sarà in te, / fatta persona, / nei nostri figli.(nicola luigi monaco, da “Non tremare” in Tu uomo, Ed. Campania Serafica, Napoli 1976, pag 55)

ed ancora...

“... Ormai qualcosa / di me/ è passato anche in te: / è il segno che nessuno, /neppure la morte, / potrà toglierci.(nicola luigi monaco, da “Sigillo” in Tu uomo, pag 72)

Ed ecco un altro motivo per cui posso dire che il tempo non esiste: cosa rimane infatti di te oltre all’infinito affetto della tua sterminata famiglia spirituale?

Rimane... la testimonianza di un uomo di Dio, il desiderio di realizzare ogni giorno il progetto a cui ti sentivi chiamato senza perder tempo in chiacchiere, la capacità di ricominciare da capo anche quando sembrava persa ogni speranza, ...1 infinita comprensione per le miserie umane, sorretta da un ottimismo che non era illusione, ma salda fede in un Dio presente, misteriosamente ma realmente, nella storia dell’uomo, che può sempre far nuove tutte le cose, ... un’ansia di santità travolgente che, pur fra mille dubbi e difficoltà, non si arrestava mai.

Rimane un insegnamento che vedo realizzarsi ogni giorno, sebbene faticosamente, nella vita delle nostre fraternità.

Scrivevo poco dopo la tua morte che, per quanti errori possiamo commettere, non potremo mai distruggere ciò che hai costruito, perché le rivoluzioni del cuore non si possono annullare. Più il tempo passa e più sento che queste parole sono vere, nonostante alcuni tentativi più o meno consapevoli, di cancellazione del tuo messaggio.

Quando nella mia fraternità, che ti ha conosciuto poco, mi chiedono di parlare di te, ho sempre paura che le parole non rendano tutto ciò che vorrei esprimere.

Mi sforzo di non farmi prendere dall’emozione, racconto episodi significativi, cito espressioni particolari e mi accorgo che, nel tempo, accanto al rimpianto di molti per non aver potuto percorrere almeno un pezzo di strada con te, cresce la voglia di mettere in pratica i tuoi insegnamenti e di rimboccarsi le maniche, seguendo il tuo esempio.

I miei figli erano piccoli, quando sei venuto a mancare, ma conservano un ricordo molto vivo di te e spesso chiedono a noi genitori di raccontare episodi di quando eravamo ragazzi e nella Gioventù Francescana vivevamo con te esperienze forti, come i campi scuola.

La più piccola racconta sempre che l’ultima volta che ti ha visto (aveva solo quattro anni) offristi a tutti noi la torta di mele con l’aranciata, che lei allora fece cadere a terra (non che adesso, per la verità, sia cambiata molto). Si spaventò, pensando che tu la rimproverassi (in questo è cambiata: oggi combina disastri con gran disinvoltura) e invece le sorridesti, dicendo che non era successo niente di grave e provvedesti a pulire personalmente prima che io potessi intervenire. E’ il ricordo semplice di una bambina, eppure lo trovo molto significativo: hai speso la vita per gli altri, donandoti, dimenticandoti di te stesso, impegnandoti senza riserve ed ... asciugando fiumi di aranciata! Ma mi accorgo che, se do il via libera ai ricordi, questi prendono il sopravvento e rischiano di farmi diventare troppo sentimentale. So che la cosa non ti piacerebbe e per questo mi fermo qui.

Ringrazio Dio, perché ti ha donato a tutti noi. Se pensavamo di possederti per sempre, abbiamo sbagliato perché niente è nostro e tanto meno questo tempo, che ci è stato dato perché possiamo rispondere ad un progetto d’amore. Nell’ultimo incontro regionale OFM, il vescovo di Pompei ci ricordava che l’eternità è un presente continuo, in cui Dio accoglie le nostre vite e da un senso ad ogni cosa. Per questo noi siamo sempre insieme. Grazie, perché continui ad indicarci la strada che porta alla luce.

Con l’affetto di sempre Silvia