1 agosto 1962                                                                                                                                                                                 Mercoledì

 

E’ dura la vita senza la Tua grazia. Un continuo straziante tormento ti lacera il cuore e la mente, agitata come un battaglio di campana, ti duole incessantemente.

Il silenzio molte volte, anzi quasi sempre, è la cosa migliore, il partito ottimo, la via da seguire. Il silenzio è oro. Chi sa tacere è un eroe. E questo perché la verità partorisce odio. Se dici ad un tale, guarda che hai sbagliato, questi ti odierà senza fine. Chi sa perché?

Eppure, è necessario parlare talvolta. Dire le cose come stanno, senza doppio senso, senza equivoci: nude e crude. La verità spiace perché siamo tutti falsi e bugiardi. L’uomo giusto pecca sette volte al giorno! Ma, nonostante questo, bisogna essere perfetti come è perfetto il nostro Padre Celeste …

E’ lo sforzo quotidiano, assillante, senza freno, che piace immensamente al Signore. E’ attraverso questa catarsi progressiva che si piace a Dio. Voglio ingaggiare la nuova lotta: il campo sarà il convento, il mio avversario io stesso, il mio padrino Gesù.

E chi mai potrà vincermi sotto lo sguardo di sì divino Maestro?

Tuttavia è necessario che anch’io sia prudente, forte, umile, sereno, tranquillo e che, soprattutto, adempia la Tua adorabile volontà. Tu puoi incoraggiarmi e la Tua presenza susciterà in me lo sdegno per ciò che Ti dispiaccia.

Dammi di amarti sinceramente, intensamente, per Te ed in Te, mio amore, mio Signore, Gesù.

E il sole splende nel cielo. L’aria è profumata, fresca, refrigerante. E’ il momento adatto onde in me rinasca la vecchia speranza: lottare, lottare per vincere. Ogni passo sia una tua lode, ogni pensiero una Tua benedizione, ogni palpito di cuore un tuo perdono.

Il mondo è vasto. Tanti uomini vendono le loro anime a padroni iniqui, travestiti in agnelli, lupi rapaci che dilaniano il gregge delle Tue cure. Gesù dammi di vegliare onde salvi qualche anima.

Tu che sei il mio Amico, dammi di godere un po’ del Tuo amore, di meritare il Tuo perdono. Elargiscimi la Tua grazia perché meglio Ti ami, custodisca [la Tua] gloria.

Maria, inizia la lotta.

Aiutami, aiutaci, p-r Te e per noi! Amore.

 (Sera)

Ad Avellino risono accese le luci, il cielo è sereno, l’aria calma, la terra umida per la pioggia di ieri.

Tutto è calmo in natura ,,, anche nel mio cuore è risceso l’amore, ho acquistate le sante indulgenze per i frati, per mamma, per me …

Come si percorre facilmente una strada battuta altre volte, così si riacquista tutto nella vita spirituale. Gesù non si lascia vincere in magnificenza; il Suo amore è fattivo, dinamico, opera nel profondo del cuore. Bisogna credere fermamente ed operare sinceramente. Tutto per il Suo amore, con il suo potente ausilio.

Mai come in questo momento ho apprezzato la vita, mai essa mi è sembrata così bella, degna di essere vissuta, amata, apprezzata.

Io vorrei avere poche idee e queste non le vorrei semplicemente pensare ma vivere.

         La mia preghiera dev’essere sincera, semplice, fanciullesca.

Solo l’abbandono a Cristo ci frutta Cristo. Anche qui vale la legge della semina, crescita, frutto …. Tutto è bello così, tutto attraente e Gesù è contento. Sebbene noi niente aggiungiamo alla gloria di Dio, tuttavia il nostro amore lo rende, per così dire felice della nostra semplicità, del nostro amore.

Mi debbo abbandonare alle cure di Maria per intraprendere la via della semplicità.

Gesù, questa sera, sto saltando tra pali e frasche. Non so cosa dirti. Il mio cuore non sa ripeterti altro di amarti.

Aiutami Tu in questo amore e così la mia vita si svolgerà sotto la Tua bandiera. Questo anelo, questo desidero. Con la tua benedizione ti seguirò ti seguirò nelle Tue conquiste. Gesù, non vorrei andare giù, mi vorrei trattenere con Te a scrivere, ossia a parlare con Te.

Parlami nel mio intimo, e fammi sentire il palpito del Tuo amore, possa raggiungerti nella Tua gloria.

          Eccomi a Te.

Davanti a Te chino, scrutando l’intimità secreta del mio cuore, cercando la Tua grazia in me e rinvenendola abbondante Ti ringrazio, benedico e adoro.

Tu, santissimo mio adorato bene, vegli su di me come su un tuo trastullo; preoccupati soltanto ch’io Ti ami intensamente, senza riserve.

Io non so a cge punto arrivi la mia semplicità ma, o Gesù, Ti prego, donami  il Tuo amore. So di non meritarlo, di non essere degno di un Tuo pensiero, di un tuo sguardo … Tuttavia ti sei compiaciuto di morire per tutti, anche per me. Per Te, Gesù.

 

 

2 agosto 1962                                                                                                                                                                       Giovedì

 

Giornata bellissima!

Ai primi albori dell’alba incipiente, ho rivolto, a Te, Signore, il mio pensiero, la mia preghiera.

La ferita della Porziuncola mi ha spinto ad una confidenza senza pari, ad una fiducia illimitata nella Tua misericordia e nel Tuo amore.

Il cuore, il mio cuore, tuttavia, è ancora freddo, credo, privo d’impulsi generosi e di risoluzioni insperate … Debbo lavorare seriamente.

Ho cercato di reagire contro alcuni impulsi poco nobili … non sono riuscito a dominarmi … la mia debolezza è ormai evidente.

Bisogna essere dei santi per convincersi sinceramente di non valere niente.

 

 

3 agosto 1962                                                                                                                                                                       Venerdì

 

Oggi è venerdì, primo d’agosto. Con alquanto entusiasmo ho elevato il mio pensiero a Gesù.

Sono stato nel cimitero dei frati, sotto la chiesa … Che spettacolo … A che cosa ci riduciamo … altro che un pugno di cenere!

Eppure, nonostante sia impressionante considerare un teschio di un uomo, tuttavia i santi hanno amato di un amore sconfinato sorella morte. Il fatto [si] è che essi ben altra concezione avevano di essa … Finalmente con la sua venuta, essi si potevano congiungere, nel Regno Celeste, alla numerosa schiera dei beati per lodare, benedire, adorare, ringraziare Iddio.

          E poi, della morte solo il peccatore dovrebbe temere.

Io non so donde mi venga tanta alterigia, tanto orgoglio e superbia.

Ricordo il racconto di Diogene e Alessandro Magno nei confronti della grandezza del di lui padre Filippo il Macedone …

         Povera superbia umana.

La morte tutto pareggia, accomunandoci in un destino unico per tutti i buoni,  simile per tutti i cattivi.

Si muore ogni giorno … E da sì sublime insegnamento io non ne ricavo un utile ammaestramento.

         La morte! Quale mistero!

         Gesù, sotto il Tuo sguardo camminerò alla Tua presenza.

Io non so il giorno, l’ora, il minuto, il modo della mia morte. Sii con me misericordioso e ricordati che sono un misero peccatore. Per i meriti della Tua passione e morte, avendomi già redento, fa che questa redenzione non sia vana per la mia anima. Amen!

Quando avrò ben bene assimilato questo mistero cambierò di sicuro.

Ma non voglio aspettare questa di assimilazione per diventare migliore: meglio oggi che domani …

 

 

4 - 26 agosto 1962

 

E’ quasi mezzo mese che ho abbandonato la penna e quindi il diario.

Sono stato a casa, nel mondo, tra gente imborghesita: una bolgia infernale! E’ uno spettacolo terribile, nauseante, irritante, desolato.

Tutti corrono dietro ai piaceri carnali, alle passioni invereconde, al demone della vendetta …

Nino Salvaneschi non so in quale libro dice che ormai già si son rotti sei sigilli; ci rimane il settimo: poi verrà l’Anticristo. 

Ho temuto e trepidato per la mia vocazione, per la vocazione dei miei fratelli: il mondo è abitato da megere che, rivestite di variopinti colori e con la voce allettante, tirano con l’amo della loro impudicizia e della loro spudoratezza, in tranello, le anime pur nobili e un tempo serene degli amatori negligenti di Cristo.

Mi son domandato se poteva continuare così: la risposta è scaturita da sola … il Signore ci castigherà presto.

Difatti in questo tempo decorso c’è stato il terremoto che ha colpito quattro regioni dell’Italia Meridionale: io con la maggior parte dei miei compagni non abbiamo avvertito nulla: eravamo in alta montagna nel momento del disastro.

I danni sono stati molto ingenti: Ariano e Monte Calvo sono stati colpiti più duramente di tutte le città e dei paesi …

Gente senza tetto e senza vitto: la paura è stata molto grande: anche noi abbiamo passato una notte sotto il cielo stellato al cospetto della natura … Signore perdonaci, perdonami!

La Tua potenza è senza limite: come mai l’uomo s’insuperbisce, inveisce, non crede in Te?

          Aiutami a credere nella verità, Signore!

    Sera

          Quest’oggi è stata domenica.

In chiesa ci sono stati delle prime Comunioni: i bambini erano felici. La loro felicità sprizzava dagli occhi: Gesù è molto buono e la Sua bontà attira e trasforma. V^Com’è bello vedere degli innocenti fanciulli cibarsi del Re del Cielo e della terra: gli estremi veramente si toccano.

Il cielo è sereno ma senza stelle; la città lontana ma silenziosa e calma; la natura riposa.

Io vado ripigliando quota e con l’avvicinarsi di settembre mi preparo all’anno scolastico durante il quale mi sarà più facile progredire nella via spirituale.

Intanto a settembre dovrò partire per Napoli. Dovrò quindi incontrarmi con il mio intimo, buono, affettuoso fratello … Tuttavia temo delle mia fantasticherie, della mia amicizia platonica.

Sento però che al mio fianco diverrò più buono, più riflessivo, in una parola migliore. Già, veramente, parto con nuove idee, con una nuova visione della vita, del dovere, dello studio e di tutto ciò che possa formare la nostra vita spirituale.

Quest’anno ad Avellino è stato per me ricco di esperienza e nel campo intellettuale e nel campo ascetico-mistico: tutto mi è servito per scegliere, cernere[, segregare] il meglio onde farne profitto personalmente e per gli altri.

 

 

27 agosto 1962                                                                                                                                                                     Lunedì

 

Un vago desiderio mi ha sostenuto tutto questo giorno …. Ora mi accingo a soddisfarlo … Intanto ancora debbo preparare niente per la conferenza della fine del mese.

Mi viene la voglia di sospendere tutto e di affidarmi alla Provvidenza … ma è necessario che continui e che diventi migliore.

 

 

28-29 agosto 1962                                                                                                                                                  Martedì-Giovedì

 

E’ sera, o Gesù!

Per la prima volta sono stato colpito da una lettera di un mio parente: ho perso completamente la fiducia negli uomini … è necessario, utile, giusto sperare unicamente in Te, spes morientium.

Il dramma, terribile, serrato, snervante che si svolge nel mio profondo essere dalla fine degli esami ad oggi, è poco definibile e esaminabile. E’ vero che le vacanze per me hanno costituito sempre un[a] Waterloo, tuttavia quest’anno non sarebbe dovuto capitare … debbo fare la professione solenne … eppure la mia abulia, la indifferenza e poco disposizione hanno procurato in me un esaurimento totale.

Mi debbo affrettare a ricostruire tutto, o Signore e che il Tuo aiuto mi sia propizio.

Ho interrotto persino il diario per tanti giorni sebbene me ne ricordassi continuamente. Ora, richiamato a novella vita lavorerò con amore, perseveranza, precisione. E’ stato un periodo di riposo, non desiderato della volontà ma dal fisico che, prostrato dallo sforzo degli esami, si è rifiutato di andare avanti, di obbedire con sollecitudine e allegria.

Considerando un po’ il tempo andato e il futuro, non so che pesci pigliare … un’illimitata fiducia nella Provvidenza Divina, però, mi sostiene et incoraggia a proseguire nel cammino intrapreso, a donarmi più spesso per la gloria di Dio e la salvezza dei miei fratelli.

Ora sto qui, in cella, solo a considerare queste cose: sul tavolino, accanto a me v’è un mucchio di libri e giornali … uno mi ricorda la mostra della Chiesa perseguitata esposta ad Avellino dall’ 11 al 24 c.m.. E’ stata per me una terribile visione: cristiani, missionari, suore, fratelli coadiutori, massacrati, uccisi, incarcerati in odio a Cristo. Tutta l’Europa Orientale era presente con le statistiche mute e loquaci nello stesso tempo … Ho mirate le nazioni ad una ad una … in fondo, su tutte, nell’occiduo tramonto di un terribile giorno, splendeva Cristo morente sul Calvario della Russia ribelle.

Ma non prevarranno, “non praevalebunt”, parole di Cristo: il cielo e la terra passeranno, ma la sue parole non passeranno, neanche un’iota della legge verrà meno.

Dalla visione agghiacciante dello spettacolo inaudito, maggiormente ho sentito crescere in me la fiamma dell’ardore missionario. Vita eroica dei primi tempi della Chiesa, tempi da catacombe, da cantine per nascondersi e vivere silenziosamente la vita in unione con Cristo, Via, Verità, Vita.

O Cristo benedetto, Re immortale, onnipotente e conoscitore dei secoli avvenire, mira a tante nazioni redente dal tuo sangue divino, dà a coloro che le governano lumi ed intelligenza sufficiente per convincersi del loro errore. Dà al popolo forza di vivere la tua legge e di sopportare con ardore i patimenti inauditi che ad esso infliggono.

In tutti, oppressori ed oppressi, credenti e non credfnti, ricchi e poveri, dotti ed ignoranti, piccoli e grandi, scenda la Tua benefica benedizione e che essa sia apportatrice di un’era novella, di un’alba ??? di più sterminati confini, di più libertà e soprattutto di più amore vicendevole.

E così sotto la Tua guida, possa la mistica navicella del genere umano, continuare a solcare gli anni ed i secoli ed i secoli, finché non approdiamo tutti nella tua terra beata e promessa agli uomini di buona volontà, nel tuo Paradiso, Amen.

 

 

30 agosto 1962                                                                                                                                                                     Giovedì

 

          Mio Gesù, amore e unica mia speranza, salve.

Ti saluto in questo morente tramonto avellinese, nella valle verde d’Irpinia coronata da monti. Ti venero nei miei confratelli che mi circondano con apprensione ed amore. Ti supplico per i Missionari lontani, per i peccatori vicini, a tutti dona tranquillità, serenità di spirito, perseveranza finale.

Ti amo Gesù e Ti adoro nel mio cuore. Tuttavia sento che Tu non occupi il posto a Te dovuto nel mio intimo … Sono troppo umano, troppo legato alle cose transitorie di questo mondo … e Tu sorridi della mia sventatezza e mi aspetti al varco, grazie Gesù.

Da vari giorni io sto afflitto perché nella mia casa non c’è più pace, concordia, unità d’indirizzo e di disciplina: Tu sai tutto e non è prudente affidare a un muto pezzettino di carta sentimenti che meritano di essere affidati solo alla saggezza e bontà di un tuo ministro; avvenimenti che ostacolano la corsa verso la Tua conquista, avversione per tutto ciò che sa di amore, puro, disinteressato, altruista. E il mondo va così, oggi, Signore.

Dal 21 ad oggi vi sono state delle scosse telluriche non prive di una certa portata: gli uomini si sono alquanto ricordati di Te. Ciò che non può l’amore, può il timore.

Gesù, io sono sgomento!

Tu lo sai che io odio il mondo che non merita la tua preghiera; Tu sai che io mi sdegno vedendo l’ingiustizia, la corruttela, la disonestà che oggidì governa il mondo.

La maggior parte della gente è così: non sa parlare che d’interessi, di soldi, di affari, del più e del meno, di una ditta, di una fabbrica: tutti corrono verso il dio quattrino … Fino a quando pazienterai, Signore? Oggi, ci si spara, ci si compra, vende, tutto senza averTi consultato, senza pensare minimamente alla Tua esistenza: Gesù, perdonami, forse ai tempi della tua esistenza terrena, limitata e dalla nascita e crocifissione, la vita era più difficile, più minacciosa, più lussuosa per i galanti Romani e per i ricchi Ebrei … E Tu non imprecavi; non Ti impazientivi contro di loro, ma tutto sopportavi con la calma abituale e passavi tra il fango del mondo senza sporcarti …Dà anche a me questa grazia salutare.

Da un tempo in qua mi son dimenticato alquanto di Te … Oggi ritorno ad implorarti con ardore e soprattutto con rassegnazione. Scopriti a chi è degno della Tua fiducia e non a me, inopportuno servo, irriverente figliuolo, in grato discepolo … E già mi hai chiamato alla Tua sequela perché più vicino al Tuo palpitasse il mio cuore e la mia mente, pensando con la Tua, seguisse le Tue ispirazioni, adempisse i Tuoi desideri e la Tua volontà benedetta.

 

 

31 agosto 1962                                                                                                                                                                     Venerdì

 

Nonostante, Signore, che questa mattina mi sia alzato con le migliori disposizioni, tuttavia la giornata è passata scialbamente, senza forti slanci e senza fiamme d’amore. In complesso un po’ di tempo tranquillo, nell’umiliazione degli avvenimenti di questo tempo andato.

Così Agosto per me è stato alquanto lungo: il mio odiato mese di queste vacanze. Ora mi debbo mettere nuovamente sotto visita di controllo per trarre da questi giorni, che il Signore mi concede, un giovamento per l’anima mia. Ardua mi sembra l’impresa, ma spero di riuscirci con l’aiuto di Gesù e della Madonna nonché dello Spirito Santo santificatore delle anime.

Al lavoro, quindi: sub tuum praesidium