1 settembre 1962 Sabato
Ho
iniziato Signore, il lavoro che assunsi ieri sera … l’inizio è duro ed alquanto
incerto, ma nella vita spirituale non bisogna abbattersi: lo scoraggiamento è
la tomba dell’anima. Quindi bellandum est:
debbo combattere costantemente e soprattutto con fiducia e seriamente.
Riguadagnare le posizioni abbandonate sarà il mio primo sforzo, poi, mi lancerò
nel baratro profondo dell’amore per essere assorbito pienamente dal problema
della perfezione: fono [???] unum est
necessarium …
Gesù, Tu
lo sai, io sono debole, e basta una folata di vento che sparpaglia per l’aria
dei lunghi capelli neri, che io sia sopraffatto: ma la fiducia in Te è
incrollabile e con Te tutto è possibile. Del resto altre più dure lotte hanno
sostenuto altri santi, altri tuoi innamorati: la tentazione è il crogiuolo
dell’amore. E chi l’avrebbe detto che da quella terribile tentazione ne sarebbe
venuto alla mia anima un vantaggi palpabile? Non è scritto forse che Tu non
permetti che io sia tentato oltre le
mie forze e che Tu trai il bene anche dal male?
Quali misteri, Signore!
Serenelli
uccide Maria Goretti e si converte … Pietro Ti rinnega e piangendo amaramente,
si rafferma nel Tuo santo amore, Tommaso non crede, ma cambia posizione e
convinzione dinanzi al fatto compiuto. Tutto il Creato narra la gloria del
Signore: e l’uomo che è il re del creato? Questo essere minimo, debole, ha in
sé l’impronta di Dio … Può delle cose che gli altri non possono: soprattutto
può volere perché può pensare.
Gesù
fammi pensare a Te, notte e giorno, per sempre sotto la Tua guida.
2 settembre 1962 Domenica
Mi
sembra strano, eppure questa è la realtà dei fatti … ora ho meno tempo che
durante l’anno scolastico. Mi sento stanco, abbattuto, afflitto: sono di una
abulia impensabile. Dov’è andato quel mio entusiasmo, la volontà ferrea, il
tenace attaccamento per i libri e per i miei doveri? È necessario che legga di
meno, ho bisogno più di riflessione, di meditazione, di solitudine.
Oggi ha
piovuto: acqua benedetta, sangue della terra, con quanta ansia sei stata
chiesta al Signore. Il cielo da che era azzurro è diventato d’un tratto grigio
e poi nero: tuoni e lampi solcavano l’aria con una rapidità strabiliante.
Quanto
timore e paura. Quest’oggi mi son mantenuto molto calmo … il controllo
costante, una riflessione fattiva, ci riportano sulla strada voluta da Dio.
Oggi è rinata in me la speranza.
3 settembre 1962 Lunedì
Molto fervore nella mattinata … in complesso una giornata discreta.
Il sole era appena apparso all’orizzonte che ho sentito il mio cuore palpitare
per Te, Signore. Una forza arcana mi ha spinto al Tuo altare a supplicarti per
il bene di tante anime: Tu sai che io non Ti prego più per me …
La Tua compagnia è quanto mai amabile e desiderata: Tu, nel Tuo
tabernacolo, tutto ascolti, tutto sorvegli, sorridi, Ti rattristi, ma mai
mostri collera o ira. Signore, Tu sei grande e bello: grande nella Tua pazienza
e nel Tuo amore, bello nella Tua persona adorabile. E taci, tuttavia parli a
chi Ti sa ascoltare … io spesso Ti chiedo questa grazia e odo la Tua suasiva e
paterna voce ??? … la Tua direzione è insostituibile.
Dammi la forza di donarmi interamente
a Te.
4 settembre 1962 Martedì
E’ un
inno di ringraziamento l’alba che sorge … la natura sente tutti i benefici di
Dio e si ammanta delle più svariate bellezze per lodare e ringraziare il suo
Creatore. Però la sua lode è incosciente … fosse l’uomo tanto riconoscente
verso il suo Signore che non solo l’ha creato, ma l’ha redento a prezzo del Suo
divin sangue. Questi misteri mi fanno perdere il controllo ed impazzirei: un
Dio [può] morire per l’uomo, questo verme della terra, questo essere nato dalla
polvere e destinato a divenir cenere … ma l’anima tutto sublima: quanto vale
un’anima? Il sangue di Gesù benedetto, Figlio Unigenito di Dio …
Questa
mattina sono stato a far visita ad un mio confratello all’ospedale: il Signore
prova i più buoni ed i più vicini al suo cuore. Ho fatto del tutto per
sollevare alquanto il mio fratello: una parola buona può molto: ora lui già
riposa, io invece prego perché presto guarisca e che in ogni evenienza il
Signore gli dia la forza di fare la sua adorabile volontà ..
Ci vuole
una grande pazienza per servire gli ammalati: le suore son preparate a questo
benefico apostolato … io, forse, dopo che ho ricevuto quest’educazione tra i
cappuccini, mi sentirei a mio agio anche in un ospedale … son sicuro di servire
in ogni confratello, in ogni uomo, Gesù. È il volto di Gesù che continua a
dolorare … il male, il dolore, venne nel mondo nel mondo dopo il peccato. Ma,
con la redenzione, quale trasformazione non ha esso ricevuto: chi sa quante
anime salva un ammalato che soffre per amore di Gesù. Questo apostolato è stato
additato da molti Pontefici e inculcato in molte anime sante. Suore e fratelli
coadiutori non temono infezioni.
5-9 settembre 1962 Mercoledì -
Domenica
In
questo periodo mi son preparato agli esercizi spirituali e penso intensamente
alla solenne professione. Sento il Signore vicino a me e la sua paterna
protezione. Mi sforzo di competere, per quanto è possibile, il passo che sto
compiendo: serietà, dedizione, amore incondizionato per tutta la vita. Ormai
non potrò più sognare, ché i sogni si avviano verso la realizzazione, verso il
totale adempimento dei miei poveri sforzi.
Son
deciso, tuttavia, fidando sempre nell’amore immenso del Signore, a donarmi, a
ridarmi, questa volta per sempre, al Dio che mi creò, che mi trasse dal nulla,
che mi ha conservato fino a questo giorno con amorosa sollecitudine. Il passo
mi stupisce, non comprendo come la creatura possa fare alcun dono al Creatore:
che ho e non ho ricevuto da Lui?
Gesù
perdonami: sine Te nihilo possum facere …
tecum amare fieri potest …
E se la
mia offerta diventa totale, accompagnata, cioè, costantemente, dall’intelletto
e dalla volontà, per sempre, fino alla dissoluzione del mio corpo, allora, o
sì, Gesù sarò il [più] felice fra gli uomini …
La vita
mi attira con le sue bellezze intrinseche, non inventate dall’uomo, ma create
da Te, o Spirito vitale .. e miro il verde riposante di questa valle
avellinese, adagiata dolcemente, come per dormire, sulle colline degradanti, il
cielo stellato, l’aria fresca. Tutto invita al tuo amore, alla tua
contemplazione.
9-16 settembre 1962 Santi Spirituali Esercizi
Ha predicato un frate Carmelitano: P. Dionisio da Acri … i
Cappuccini, perché conoscono le costituzioni e la regola, mi piacciono di più:
in complesso bene ho pigliato degli appunti per essere coerente con me stesso.
Mi son sforzato
di vivere intensamente questa settimana, ho fatto del mio meglio per avanzare
nella via della perfezione … pazienza, sempre pazienza.
16 settembre 1962 Professione
solenne.
Con piena consapevolezza, con entusiasmo et amore mi son donato per
tutta la mia vita al Signore che mi creò.
Ho
pregato per tutti: per il Concilio, per l’Ordine, confratelli, parenti,
missionari, per tutti coloro che si son raccomandati alle mie preghiere.
Ho
pregato per il fratello della mia anima et ho permesso al
Signore
di offrirmi in salvezza dei miei fratelli lontani dal Cuore di Gesù.
Un solo proposito: più meditazione!
I miei
sono intervenuti numerosi, contenti; tutti si son comunicati ed hanno pianto di
gioia. Le poche parole che ho rivolto ad essi sono state semplici ed
edificanti.
Che il
Signore mi benedica e che io possa meritare il suo amore.
O Gesù,
Sposo divino delle anime, mio conforto, luce e felicità, Tu che conosci tutti i
reconditi sentimenti del mio cuore, fa che io continui su questa linea di condotta
nel tuo servizio fedele e infiammato d’amore.
16-24 settembre 1962
Dopo la
Professione sono stato preso da un abbattimento che mi ha stupito e sgomentato.
Non mi aspettavo una simile reazione della mia natura … quanto lavoro me resta
ancora da fare, piccolo, povero essere.
Intanto
mi preparo i bagagli per partire alla volta di Napoli.
Sono
incerto sull’atteggiamento da assumere nei confronti dei miei confratelli, una
grande sincerità, schiettezza, senza rispetto umano [???] o secondi fini.
Tutto per Dio, con Dio e in Dio.
Forse
sarò un po’ indigeribile, ma pazienza … con il tempo mi si conoscerà meglio.
Intanto,
Signore, questo quaderno è giunto al termine … la Tua grazia mi ha sostenuto
durante questo mezzo anno e son sicuro che essa mi sosterrà ancora.
Avrei
dovuto bruciare questi scritti: ho cambiato testa … forse mi potranno essere di
ammonimento, di conforto, di incitamento nella via intrapresa.
O Divino
Spirito, a Napoli ho più bisogno della tua assistenza …
O Mamma
mia, mi vado preparando ai colloqui solitari della Cappella dello Studentato di
Napoli.
Dammi di amarti insieme ai miei
confratelli.
Deo gratias!